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Lapidi antiche e monete dell’imperatore Ottaviano Augusto confermano le remote origini del paese derivato da un antichissimo insediamento in zona San Massimo fondato quando già tutto il territorio fra il Tanaro e la Stura era abitato dai Vagienni.
Controversa l’origine del suo nome fatta risalire da taluni ad Albano, milite della legione Tebea - compresa nell’esercito romano ai tempi di Diocleziano e Massimiliano - martirizzato in questi luoghi.
Altre fonti asseriscono esservi un riferimento a Sant’Albano - primo martire d’Inghilterra - il cui nome venne imposto al paese dai baroni seguaci di Carlo Magno molti dei quali erano oriundi di Mont’ Alban in Francia.
Costruito nell’attuale sito verso la fine dell’anno mille il paese fu soggetto al Vescovo d’Asti, invaso nel X secolo dai saraceni divenne più tardi dominio di Mondovì e successivamente dei Principi d’Acaja.
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Costoro nel 1412 lo cedettero in feudo con il titolo comitale a Pietro Beggiamo i cui discendenti esercitarono sul paese la propria giurisdizione fino allo scadere del 1700 quando il titolo nobiliare passò ai Signori Barel.
Di notevole importanza il castello che sorgeva su un altura a nord-ovest del paese e che fu completamente distrutto nel 1554 per opera del Conte Giorgio Costa della Trinità colonnello degli imperiali e governatore di Fossano in odio dei signori del luogo dimostratisi amici e partigiani dei Francesi.
Durante il secondo conflitto mondiale (1940-1945) Sant’Albano fu soggetto a dure rappresaglie naziste fra cui l’incendio appiccato dagli stessi nazisti nel luglio 1944.
Non consta la precisa data in cui fu eretta la Parrocchia ricavandosi solo che nel 1182 fu immesso a possesso della stessa il Parroco Dominus Iohannes.
Di notevole valore architettonico appaiono la Chiesa Parrocchiale consacrata il 21 settembre 1760 e costruita su progetto dell’architetto Falconetti fatta a due ordini jonico e dorico con l’interno ad una sola navata e la Confraternita di S.Croce edificata negli anni 1750-1760 ed opera prima del celebre ingegnere conte Nicolis di Robilant.
I terreni di origine alluvionale con molto scheletro, sono fertili e sufficientemente profondi.
Le aziende agricole hanno impostazione foraggiero - cerealicola.
La zootecnia (bovini e suini) è la fonte di maggior reddito mentre, negli ultimi anni, si è andata affermando una presenza industriale particolarmente significativa nel settore chimico.
La collocazione del paese, al centro della Provincia di Cuneo, ne fa un importante centro di comunicazione viaria che favorisce lo sviluppo di insediamenti sia produttivi che abitativi.
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